Teoria 

del Metodo Feuerstein

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Reuven Feuerstein (Botosan 1921 - Gerusalemme 2014). Dimostrò fin da bambino le sue doti: a 3 anni era già in grado di leggere in due lingue e a 8 insegnava l'ebraico ai bambini della comunità. Quando nel 1944 la Romania fu occupata, Feuerstein fu internato in un campo di concentramento. Riusci a fuggire e si trasferì in Israele dove si dedicò all'educazione degli adolescenti sopravvissuti alle persecuzioni razziali. Si trattava per la maggior parte di orfani, appartenenti a varie culture, provenienti da numerosi paesi europei e africani, i quali, a causa delle terribili esperienze vissute, presentavano carenze cognitive molto simili a quelle dei soggetti affetti da insufficienze mentali. Fu proprio a partire dagli studi sugli adolescenti che Feuerstein e i suoi collaboratori misero a punto un sistema di valutazione del potenziale di apprendimento (LPAD) e un programma di intervento cognitivo (PAS), diventato noto nel mondo come Metodo Feuerstein.



La teoria della modificabilità cognitiva strutturale e l'esperienza di apprendimento mediato

La prospettiva di Feuerstein, decisamente contraria alla concezione innatista dell'intelligenza, ha come base la nozione di Modificabilità Cognitiva Strutturale. L'intelligenza non è un tratto immutabile, ma un processo dinamico; di fatto ogni ogni individuo possiede le potenzialità e la propensione a modificarsi come risposta adattativa ai cambiamenti dell'ambiente ed agli stimoli interni, indipendentemente dall'età, anche in presenza di carenze cognitive o di deprivazione socioculturale.

Il P.A.S. si basa sulla Teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale (MCS) e sul concetto di Esperienza di Apprendimento Mediato (EAM).

La teoria della MCS sostiene che ogni individuo può modificare (migliorare e potenziare) la propria struttura cognitiva in modo irreversibile, cioè ottenendo un cambiamento definitivo, a qualunque età. Questo cambiamento strutturale però è possibile solo se l'esposizione agli stimoli avviene attraverso un'esperienza di apprendimento mediato, cioè se vi è un mediatore che, in relazione con il mediato, lavora sul processo di apprendimento del soggetto, filtrando e organizzando per lui gli stimoli, affinché le funzioni cognitive necessarie si attivino.